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Savate
La Boxe Francese
STORIA
L'origine
della Savate viene fatta risalire al parigino Michel Casseux (detto
"Pisseau"): nato nel 1794, studiò le discipline
di combattimento allora praticate in Francia, semplificandone alcune
parti per agevolarne l'apprendimento. Nonostante il successo ottenuto,
morì in miseria e la sua opera continuò attraverso
un suo allievo, Charles Lecour.
Lecour si recò in Inghilterra con lo scopo di studiare il
pugilato inglese. Ancora oggi, nella tecnica pugilistica della savate,
risulta netta l'influenza del pugilato inglese.
Charles Lecour e suo fratello Hubert si impegnarono
nell'opera di diffusione della disciplina, tenendo numerose dimostrazioni
e ottenendo un buon successo.
Contemporaneamente ai fratelli Lecour vissero altri
importanti personaggi, come Charles Ducros e Louis Lebucher. Più
tardi si inserì la figura di Luis Vigneron, nato a Parigi
nel 1827, un gigante di 198 cm per 100 kg di peso.
Nel
1839 nacque a Parigi Joseph Pierre Charlemont; allievo di Vigneron,
iniziò la pratica sin dalla più giovane età
tanto che a 22 anni era già maestro d'armi; oltre che al
combattimento a mani nude, eccelleva nell'uso della spada, della
canne e del baton. Costretto a rifugiarsi in Belgio, continuò
la pratica e diffuse con buon successo la boxe francese anche in
questa regione. Durante questo periodo, pubblicò il primo
scritto tecnico relativo alla Boxe Francese, creando il "Metodo
Charlemont". Ritornato in Francia nel 1879, fondò la
sua accademia che per numerosi anni fu considerata il tempio della
Boxe Francese. Dalla sua scuola uscirono diversi elementi di spicco
tra i quali il figlio Charles, che nel 1883 subentrò al padre
nella conduzione della palestra. La sua fama superò presto
quella del padre, tanto da essere più volte invitato anche
all'estero per stages e dimostrazioni. Sostenne e vinse molti incontri
contri i rivali di sempre, i pugili inglesi, vincendo a Londra nel
1887 i giochi della Regina Vittoria.
Nonostante
i successi ottenuti da questi grandi atleti, la savate entrò
in una fase di declino proprio nel momento in cui aveva ottenuto
una notevole popolarità: infatti anche la nobiltà
cominciò a praticarla ma modificandone la natura e trasformanda
in una sorta di danza (certo una disciplina così dura con
colpi a contatto pieno non era alla portata di tutti e probabilmente
ancora di meno a nobili dalla "pelle fina", i quali non
avevano certo bisogno di far risse per guadagnarsi da vivere).
Per fermare questo processo di declino, nel 1903 la "Federazione
Francese delle Società di Boxe Inglese" (Federation
Francaise des societes de Boxe) tentò di unire sotto un'unica
bandiera le due boxe contendenti, savate e boxe inglese (che nel
frattempo si era diffusa largamente, anche grazie al giro di scommesse),
ma Charles Charlemont rifiutò tale proposta.
Una
nuova spinta venne dalla presentazione come sport dimostrativo alle
Olimpiadi di Parigi nel 1924, e dall'organizzazione, nel 1937, del
primo campionato di Francia. Questi eventi però non riuscirono
a rilanciare la disciplina e l'avvento della seconda guerra mondiale
fermò forzatamente l'opera di diffusione.
Alla fine della guerra, il conte Pierre Barozzi (detto Baruzy),
di origini veneziane, allievo di Charles Charlemont, contribuì
al rilancio della disciplina diventando presidente della commissione
di Boxe Francese. Grazie a personaggi come Bernard Plaisait e Marc
Kunstlè e all'opera di appassionati e praticanti, oggi la
boxe francese savate è largamente conosciuta e praticata,
sia a livello dilettantistico che professionistico, anche al di
fuori della Francia.
CENNI
DI TECNICA
La
tecnica pugilistica si rifà, come già detto, a quella
del pugilato inglese: diretti, ganci, montanti e swing sono i colpi
principali. I contendenti indossano dei guantoni simili a quelli
utilizzati nella boxe, ma con un'imbottitura che garantisce maggior
protezione.
La savate si distingue dagli altri sport da combattimento similari
(kickboxing, thai boxing) anche per il fatto che i pugili indossano,
oltre ad una divisa caratteristica (l'accademia), un paio di scarpette,
che devono essere liscie e non presentare asperità che
possano ferire l'avversario; la scarpetta è inoltre l'unica
parte valida utilizzabile nelle tecniche di calcio (mentre nella
kickboxing e thai boxing è possibile anche colpire con la
tibia o con il ginocchio) e questi accorgimenti ne differenziano
la tecnica. Tra le tecniche di calcio più utilizzate ci sono
il colpo di piede basso (chiamato anche "Charlemont"),
il fouetté (calcio circolare), il chassé frontale
(calcio frontale "a spinta"), il chassé laterale
(calcio laterale), il revers e il revers de face. Alcuni calci si
possono eseguire in rotazione (tournant) e in salto, ma data la
difficoltà d'esecuzione il loro uso non è molto frequente.
E' permesso colpire su tutta l'altezza dell'avversario, alle gambe,
al corpo e al viso.
» corso di savate
per bambini
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